È MAGIA O FISICA?

28 Luglio 2021

Tempo di lettura: 8 minuti

Arthur C. Clarke, autore di fantascienza e inventore britannico, è noto ai più per il suo romanzo “Odissea nello Spazio” del 1968, sicuramente la narrazione più famosa del genere.

Clarke, con oltre 100 libri e 1000 racconti all’attivo, non era solo uno scrittore ma anche un ideatore. Ha infatti donato all’umanità l’invenzione che ha trasformato il mondo: la rete globale di comunicazioni attraverso satelliti artificiali.

Clarke formulò tre adagi, noti come le tre leggi di Clarke, nati non dalla semplice filosofia ma dall’esperienza:

  1. «Quando un illustre ma anziano scienziato sostiene che qualcosa è possibile, ha quasi certamente ragione. Quando sostiene che qualcosa è impossibile, ha quasi certamente torto.»
  2. «L’unica maniera per scoprire i limiti del possibile è avventurarsi poco al di là di essi nell’impossibile.»
  3. «Qualunque tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia.»

Le neuroscienze, l’epigenetica e le nuove scienze stanno dimostrando l’essenza delle tre leggi di Clarke.
Specificatamente si sta verificando sempre più, in modo scientifico, che quella che un tempo era etichettata come “magia” risponde oggi a leggi fisiche note ed in evoluzione, come quelle dei quanti.
Nell’articolo “Ma, come funzionano?” si è ben disquisito relativamente alla dissonanza cognitiva e come la stessa crei dei filtri e delle resistenze rispetto alla comprensione di nuove idee.
Stiamo vivendo in un periodo storico strepitoso.
Concediamoci la possibilità di esplorare e meravigliarci: del mondo, di noi stessi.
E se la soluzione al nostro malessere psico-fisico risiedesse, semplicemente, in una totale comprensione ed integrazione di corpo, mente e spirito? Se, come l’approccio olistico insegna, uscissimo dalla dualità del conflitto tra discipline per entrare nella trinità dell’essere, quali prodigi scopriremmo?

È infatti interessante notare come medicina e meditazione derivino dalla stessa radice indoeuropea med: riflettere, prendere coscienza, da cui deriva il termine latino mederi. Così come scienza e coscienza nascono dalla stessa radice latina scire (sapere, conoscere). Evidenti prove semantiche dell’unità tra anima e corpo.
È proprio su questa base, nelle antiche culture come nel presente, che si è sviluppata la medicina olistica l’arte e la scienza di curare l’essere umano nella sua unità complessa: l’inscindibile sistema di corpo, mente e coscienza.
Risale a Cartesio quella separazione drastica e tassativa fra emozione e intelletto. Secondo il filosofo e matematico francese è infatti la ragione, e solo quella, che deve studiare le caratteristiche quantitative ed oggettive della realtà. Per secoli questo principio ha caratterizzato la ricerca in tutti gli ambiti: è scientifico solo quello che è misurabile, tangibile e ripetibile!

Il ‘900 è stato però frutto di paradossi che hanno messo fortemente in discussione questo principio. Il “cogito, ergo sum” (penso quindi sono) cartesiano si sta ribaltando in “sum, ergo cogito” (sono quindi penso).
Cambiando così totalmente i paradigmi e permettendo di esplorare l’inesplorato.
Particelle esotiche, quanti, stringhe, multiverso: siamo ad un punto di svolta epocale. La fisica sta nuovamente incontrando la filosofia. Stiamo, di fatto, tornando alle origini della scienza che, non dimentichiamocelo, è nata dai filosofi della Scuola di Mileto.
Scienza, filosofia, neuroscienza, epigenetica, psicologia cognitiva: non esistono compartimenti stagni, tutto è meravigliosamente connesso. Basta semplicemente unire i punti: il futuro è già qui e risiede nel nostro passato.

La questione è ben espressa da Shawn Achor, acclamato docente di Harvard, . “La credenza che non siamo altro che i nostri geni è uno dei miti più perniciosi della cultura moderna: è l’insidiosa idea che le persone vengono al mondo con una seria fissa di capacità e che né loro né i loro cervelli possano cambiare. La responsabilità di questa situazione è in parte da imputare alla comunità scientifica, dal momento che per decenni gli scienziati hanno rifiutato di vedere quale potenziale di cambiamento li stesse guardando direttamente in faccia

Le My Energy Bars sono quindi magia o scienza?
La risposta a questa domanda, probabilmente, non è univoca ma dipende dall’approccio alla conoscenza della realtà. Il sapere scientifico si caratterizza, fin dalle sue origini, come un sapere apparentemente libero, accessibile e, quindi, democratico; il sapere magico, di contro, si delinea come una dottrina per pochi, riservato agli esperti e, quindi elitario, esclusivo. Non per niente si parla di esoterismo il cui significato è “riservato a una stretta cerchia di iniziati; misterioso, incomprensibile.

Personalmente avendo studiato, testato e sviluppato i meccanismi che le caratterizzano posso dire per certo che le My Energy Bars sono Scienza, nella sua accezione più alta.
Non la scienza di oggi, spesso settaria e chiusa nei suoi paradigmi ormai passati, ma la Scienza dell’origine, quella che esplorava il mondo esteriore ed interiore per comprenderne i meccanismi, senza preconcetti e con totale apertura verso l’ignoto e l’inesplorato.
Le My Energy Bars sono caratterizzate da tre tecnologie distinte. La prima, sfruttando principi di fisica classica, genera una micro-corrente, un flusso di elettroni, che passa attraverso il corpo e contribuisce a migliorare lo stato bio-elettrico dell’organismo.

Questo principio di funzionamento è ampiamente disquisito nell’articolo “Ma, come funzionano?“.
Le tecnologie di secondo e terzo livello sono state sviluppate partendo da principi di fisica quantistica e radionica.
Le tecnologie, caratteristiche dei cilindri, sono affiancate da protocolli di utilizzo specifici finalizzati ad amplificarne gli effetti. Rappresentano una sorta di mappa del tesoro finalizzata a scoprire il forziere sapientemente custodito dentro di noi e di cui, purtroppo, abbiamo perso memoria.

Procediamo quindi un passo alla volta verso la tana del Bianconiglio.

Sfruttando il principio dell’entanglement, gli elettroni passanti da un cilindro all’altro, attraverso il corpo fisico, sono stati specificatamente informati e programmati affinché agiscano sulle frequenze psico-emotive e psico-energetiche della persona.

Che cos’è l’entanglement quantistico, questa parola di così difficile pronuncia che, letteralmente, significa “groviglio, intreccio”?
Semplicemente si è riscontrato che particelle generate dallo stesso processo o rimaste in interazione reciproca per un certo periodo di tempo, rimangono in qualche modo legate, nel senso che quello che accade a una di esse si ripercuote immediatamente anche sull’altra, senza la necessità di una interazione, indipendentemente dalla distanza che le separa.

Quindi? Il principio di base è sorprendente e ci dice che, semplicemente, pur considerandoci entità distinte e separate dal tutto in realtà siamo parte di un sistema più vasto costantemente collegato.

Le nostre cellule, i nostri elettroni, mantengono un collegamento costante, invisibile, con quello con cui sono entrati in relazione e continuano ad esserne influenzati.
Ma com’è possibile? Questo sembrerebbe probabile grazie alla presenza di un superfluido, un’energia che nel tempo e nelle culture ha assunto nomi diversi; : prana nella lettura indù/yogica, etere o ather nella lettura fisica e metafisica, energia orgonica dalle ricerche d’avanguardia del dott. Reich, chi dalla medicina cinese antica e moderna e dalle arti marziali in generale.

Ed oggi nella nuova scienza si parla di “zero point energy” (energia del punto zero).

La carica della materia sembrerebbe infatti dovuta all’interscambio con l’etere. L’elettrone, così come anche qualcuna delle altre particelle subatomiche, sono vortici auto-sostenuti in un particolare fluido di etere. L’elettrone, pur essendo una particella stabile, è un vortice ad anello o una struttura toroidale fatta di etere, per questo è in grado di assorbire informazioni e frequenze specifiche, risonando con esse.

Va illustrato che le prove sperimentali di entanglement non si sono limitate solo alla fisica, ma hanno coinvolto anche il mondo biologico con l’esperimento che comprova l’azione non locale attraverso il collegamento tra emozioni e DNA dopo una separazione.
In una ricerca pubblicata sul periodico Advances nel 1993, l’esercito americano riferisce di aver condotto esperimenti per stabilire con precisione il collegamento emozione/DNA dopo una separazione. 1993, quasi trent’anni fa!

I ricercatori hanno preso un tampone contenente cellule e DNA dalla bocca di un volontario, lo hanno messo in un ambiente predisposto e hanno fatto delle misurazioni elettriche sul DNA ottenuto per vedere se rispondeva alle emozioni del donatore che si trovava in un’altra stanza; al volontario venivano mostrati video che provocavano emozioni forti e mentre queste si manifestavano si misuravano le risposte del suo DNA nell’altra stanza. Quando le emozioni del soggetto toccavano picchi emotivi le cellule e il suo DNA, posto lontano, producevano nello stesso momento una forte risposta elettrica. Gli esperimenti portarono agli stessi risultati anche quando le cellule e il soggetto furono separati da una distanza di 560 chilometri. Inoltre, i tempi intercorrenti tra la risposta emotiva del soggetto e le sue cellule furono analizzati per mezzo di un orologio atomico situato in Colorado (con margine di errore di un secondo nell’arco di un milione di anni) e l’intervallo risultò pari a zero. L’effetto era simultaneo! Il DNA reagiva come se fosse ancora unito al corpo del donatore.

Strepitoso!

Bene, tornando a noi, cosa contengono quindi Le My Energy Bars per informare propriamente la corrente elettrica che generano, ovvero gli elettroni?
All’interno dei cilindri sono contenuti dei cristalli che specificatamente agiscono, grazie alle loro caratteristiche, sul benessere psico-fisico della persona e sul campo vibrazionale della stessa.
I cristalli presentano, per loro natura, delle strutture atomiche ordinate e possiedono la capacità di assorbire ed emettere energia. Allorché vengono a contatto con le vibrazioni del nostro corpo hanno la capacità di fornire la vibrazione corretta finalizzata a portare ordine nella persona sui diversi piani: fisico, energetico e vibrazionale.

Precisamente, all’interno dei cilindri sono presenti cristallo di luna e cristallo di rocca che grazie alle loro caratteristiche agiscono sul bilanciamento dei due emisferi, maschile e femminile, e sull’allineamento dei tre cervelli della macchina umana (pancia, cuore e testa) sia su un piano bio-fisico che bio-energetico. My Enery Bars Cristalli

Va precisato che la cristalloterapia non è un’invenzione recente o una moda “new age”: è anzi conosciuta sin dall’antichità con il nome di litomedicina, la pratica di utilizzare pietre a scopi curativi che veniva utilizzata in molteplici culture sia asiatiche che indo-europee.

Oltre ai cristalli, nelle My Energy Bars è presente un circuito radionico che sfrutta il potere del simbolo, ovvero la capacità delle forme multi-dimensionali di manipolare l’energia dello spazio locale.

Ma questa è un’altra tappa del percorso.

Ora, riposa. Rigenerati. Risplendi.


Fonti e approfondimenti:

Lipton B.H., La Biologia delle Credenze, 2005;

Davidson D.A., Shape Power, Il potere della forma, 1997;

Maltz Maxwell, Psico-cibernetica, 1960;

Montecucco N.F., Psicosomatica olistica, 2010;

Di Alvise De Fraja, Scienza e magia, al di là del vero o falso

Thankstem, Entanglement (ultimo libro)

Autore

Milena Battaglia
“Sono la fondatrice di Triune Project, creatrice di My Energy Bars e di My 369 Portal, ed oggi ho compreso, finalmente, cosa mi rende felice: aiutare le persone a stare bene, semplicemente.

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