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Uomo che sale una scala per raggiungere i suoi obietti grazie alle My Energy Bars

Obiettivi personali e professionali: come raggiungerli

Definire i nostri obiettivi è un passo fondamentale per raggiungere il successo e la realizzazione personale.
Tuttavia, molti di noi si trovano bloccati nella definizione di obiettivi specifici e raggiungibili.

Perché definire obiettivi specifici spesso crea difficoltà?

Raggiungere gli obiettivi può essere difficile per molte ragioni, e le neuroscienze ci offrono una prospettiva interessante per capire questa difficoltà.

In primo luogo, la parte del cervello chiamata sistema limbico, che è responsabile delle emozioni e dei desideri, può interferire con la capacità di prendere decisioni razionali e di seguire un piano d’azione. Se il sistema limbico è troppo attivo, le emozioni negative come la paura o la preoccupazione possono impedirci di agire in modo efficace per raggiungere i nostri obiettivi.

In secondo luogo, la parte del cervello chiamata corteccia prefrontale, che è responsabile della pianificazione e della pianificazione a lungo termine, può essere debole in alcune persone. Ciò può rendere difficile per loro visualizzare il futuro e pianificare le azioni necessarie per raggiungere i propri obiettivi.

In terzo luogo, le abitudini e i comportamenti automatici possono essere difficili da cambiare, poiché sono radicati nella parte del cervello chiamata sistema di ricompensa. Questo sistema è progettato per premiare comportamenti che ci hanno dato una ricompensa in passato, rendendo difficile rompere vecchie abitudini e crearne di nuove.

Infine, la mancanza di motivazione può essere un ostacolo per raggiungere gli obiettivi. La motivazione è controllata dalla dopamina, un neurotrasmettitore che viene rilasciato quando si raggiungono piccoli traguardi e premi. Se ci manca la motivazione, può essere difficile trovare la forza per continuare a lavorare verso i nostri obiettivi.

In generale, raggiungere gli obiettivi è un processo complesso che dipende da molti fattori, tra cui emozioni, abitudini, motivazione e capacità cognitive. Le neuroscienze ci aiutano a capire come questi fattori interagiscono tra loro e come possiamo utilizzare questa conoscenza per migliorare la nostra capacità di raggiungere i nostri obiettivi.

Cosa succede chimicamente nel nostro cervello?

Per entrare ancora più nel dettaglio va detto che ci sono diversi neurotrasmettitori che sono associati specificamente al raggiungimento degli obiettivi e che giocano un ruolo importante nel controllare le emozioni, le abitudini e la motivazione.

La dopamina, come menzionato in precedenza, è un neurotrasmettitore che è associato alla motivazione e alla ricompensa. La dopamina viene rilasciata quando si raggiungono piccoli traguardi e premi, e ci aiuta a sentirci motivati a continuare a lavorare verso i nostri obiettivi. La dopamina è anche associata alla sensazione di piacere e alla gratificazione, e gioca un ruolo importante nel sistema di ricompensa del cervello.

La serotonina è un altro neurotrasmettitore che è associato alle emozioni e all’umore. La serotonina è nota per essere associata a sensazioni di benessere e felicità, e può aiutare a gestire lo stress e l’ansia. La serotonina può anche aiutare a mantenere una buona autostima e a sentirsi motivati a raggiungere i propri obiettivi.

La noradrenalina è un neurotrasmettitore che è associato all’attenzione e alla concentrazione. La noradrenalina viene rilasciata in situazioni di stress o di emergenza, e ci aiuta a concentrarci e a rimanere attenti. La noradrenalina può anche aiutare a migliorare la memoria a breve termine e la capacità di apprendere nuove informazioni.

L’acetilcolina è un neurotrasmettitore associato all’apprendimento e alla memoria. L’acetilcolina è responsabile per la trasmissione di informazioni tra i neuroni e gioca un ruolo importante nella formazione della memoria a lungo termine.

In generale, i neurotrasmettitori sono una parte importante del sistema di controllo del cervello e giocano un ruolo cruciale nella determinazione delle emozioni, delle abitudini e della motivazione, che sono tutti fattori che influiscono sul raggiungimento degli obiettivi.

Cosa fare concretamente?

Quali sono quindi le strategie che puoi adottare per definire i tuoi obiettivi e a raggiungerli?

Ecco alcuni semplici consigli:

  1. Sii specifico: i tuoi obiettivi devono essere specifici, misurabili, raggiungibili, pertinenti e a termine. Ad esempio, invece di dire “Voglio perdere peso”, puoi dire “Voglio perdere 10 chili entro sei mesi”.
  2. Fissa obiettivi a lungo e breve termine: stabilisci sia obiettivi a lungo termine che a breve termine. Gli obiettivi a lungo termine ti daranno una visione generale di dove vuoi andare, mentre gli obiettivi a breve termine ti aiuteranno a restare concentrato e motivato nel raggiungere i tuoi obiettivi a lungo termine.
  3. Scrivi i tuoi obiettivi: scrivere i tuoi obiettivi ti aiuterà a dargli maggiore priorità e ti aiuterà a ricordare ciò che vuoi raggiungere.
  4. Crea un piano d’azione: una volta stabiliti i tuoi obiettivi, è importante creare un piano d’azione per raggiungerli. Identifica i passi necessari per raggiungere ciascun obiettivo e stabilisci un calendario per completare ciascun passo
  5. Sii flessibile: sii aperto a cambiare i tuoi obiettivi se necessario e non essere troppo duro con te stesso se non raggiungi subito ciò che ti sei prefissato

È importante comprendere che definire i propri obiettivi richiede tempo e pazienza, ma con questi consigli e la determinazione giusta, potrai raggiungere i tuoi obiettivi e vivere la vita che desideri.

Il segreto per definire i tuoi obiettivi esiste.

Esiste inoltre un ulteriore segreto che può aiutarti nel definire gli obiettivi e raggiungerli: la micro-corrente informata delle My Energy Bars, strumento innovativo che rappresenta la sintesi tra l’antica tecnologia dei cilindri egiziani e le moderne neuroscienze.

Come? Le micro-correnti sono una forma di terapia che utilizza una corrente elettrica a bassa intensità per stimolare i nervi e i muscoli del corpo. Le micro-correnti sono state utilizzate per trattare una varietà di condizioni mediche e sono state anche utilizzate per migliorare la performance atletica e il benessere generale.

Il potere delle micro-correnti delle My Energy Bars

In relazione alla definizione degli obiettivi, le micro-correnti sono state utilizzate per stimolare la produzione di neurotrasmettitori, che possono influire sulle emozioni, le abitudini e la motivazione. In particolare, le micro-correnti possono aiutare a regolare i livelli di dopamina, serotonina, noradrenalina e acetilcolina.

La dopamina, come menzionato in precedenza, è associata alla motivazione e alla ricompensa. Le micro-correnti possono aiutare a stimolare la produzione di dopamina, migliorando la motivazione e aumentando la sensazione di piacere e gratificazione quando si raggiungono piccoli traguardi.

Anche la serotonina, che è associata alle emozioni e all’umore, può essere regolata attraverso l’uso di micro-correnti. La terapia a micro-correnti può aiutare a migliorare l’umore e a gestire lo stress e l’ansia, favorendo una maggiore serenità e sicurezza in se stessi, che sono fattori importanti per la definizione e il raggiungimento degli obiettivi.

Infine, la noradrenalina, associata all’attenzione e alla concentrazione, può essere stimolata con le micro-correnti. Anche questo può aiutare a migliorare la concentrazione e l’attenzione, favorendo una maggiore capacità di pianificazione e pianificazione a lungo termine.

Va specificato che le micro-correnti generate dalle My Energy Bars sono una forma di terapia non invasiva e non hanno effetti collaterali. Tuttavia, è importante notare che l’efficacia delle micro-correnti dipende dalle condizioni individuali e dalle esigenze specifiche.

Vuoi entrare nel mondo trino delle meraviglie?

Scopri le My Energy Bars e la tua vita non sarà più come prima!

Come?
Esplora il canale YouTube di e guarda la diretta in cui Milena Battaglia, ideatrice delle My Energy Bars, spiega il metodo SMART per la definizione dei tuoi obiettivi.

 

Cilindri Egiziani, My Energy Bars, con Scatola

TESLA

3-6-9: un codice, una frequenza.

Tesla diceva: “Se voi conosceste la magnificenza del 3, del 6 e del 9, avreste una chiave per l’universo.”

Una frase potente e nello stesso tempo molto criptica.
Quale magnificenza? Quale chiave? Quale universo?

Il primo messaggio che emerge, cristallino, è che la realtà in cui viviamo è una realtà matematica, caratterizzata da frequenze portanti e frequenze secondarie.
Lo stesso Max Planck, padre della fisica quantistica, affermava che La materia non esiste, tutto è vibrazione.
In prima analisi è importante comprendere che la visone del mondo sotto forma di frequenza non è una cosa da fricchettoni new age ma è fisica.

È risaputo che lo spettro visibile è propriamente “quella parte dello spettro elettromagnetico che cade tra il rosso e il violetto”, ovvero in “termini di frequenze, è lo spettro che varia tra i 430 (rosso scuro) ed i 770 (violetto) THz”.
Noi quindi “vediamo” frequenze e per altro, è bene ricordarlo, uno spettro molto limitato delle stesse.
        SPETTRO VISIBILE

Planck è altresì famoso nel mondo scientifico per la sua costante pari a 6,626 x 10-36 Js.
Questa costante è essenziale per lo sviluppo della meccanica quantistica, dato che permette di quantizzare, ovvero delimitare in pacchetti finiti (in termini tecnici in valori discreti e non continui) grandezze fisiche importanti del mondo microscopico, fra cui l’energia, la quantità di moto e il momento angolare – mentre nella fisica classica le grandezze sono continue.”

Cioè?! Cosa vuol dire per noi umani? Che tutto quello che si manifesta nella nostra realtà è all’interno di un reticolo ben definito. Reticolo che si è dimostrato appunto collegato alla costante di Planck: 6,626×10-36 Js.

Analizzando il tutto con una prospettiva più semplicistica, possiamo sostenere che la vibrazione costituente la nostra realtà, lo schema di base, il reticolo che tiene insieme questo mondo olografico, è legata alla frequenza del 6-6-6.

Carbonio Molecola

Questo numero scuote subito gli animi perché richiama il “numero della Bestia” presente nell’Apocalisse. In realtà quanto riportato nei libri sacri ha un riscontro oggettivo nella struttura atomica del mondo: tutte le forme di vita presenti sulla Terra sono formate da molecole la cui struttura portante è sempre costituita da atomi di carbonio.

Il carbonio ha un reticolo atomico ben strutturato costituito, guarda caso, da 6 elettroni, 6 protoni e 6 neutroni: 6-6-6.
Il richiamo biblico al 6-6-6 collegato a Satana, considerato il reggente di questo mondo, potrebbe essere quindi una allegoria rispetto alla frequenza portante di questa realtà.

Vi chiedo di continuare la lettura con lo spirito immaginativo del bambino e la curiosità socratica.
Non dovete credere a quello che leggete ma semplicemente permettete a questa informazione di essere elaborata dai vostri tre cervelli.
Fermatevi, fate un respiro e ripetetevi:
può essere o non può essere, in ogni caso, resto in ascolto”.
I semi piantati, molto spesso, non germogliano perché, semplicemente, al posto che annaffiarli li ricopriamo con il cemento delle nostre credenze e programmazioni preconcette.
Quello che ho imparato, nel profondo, è di non avere mai certezze e metter in discussione tutto quello che sento e infine di dare ascolto alla mia intuizione.

Quella intuizione che, secondo Eric Berne, “è la conoscenza basata sull’esperienza acquisita attraverso il contatto sensoriale con il soggetto senza che chi intuisce riesca a spiegare esattamente a sé stesso e agli altri come è pervenuto alle sue conclusioni. Oppure, in termini psicologici, può essere definita come la conoscenza basata sull’esperienza e acquisita mediante funzioni inconsce o preconsce preverbali attraverso il contatto sensoriale con il soggetto”.

L’intuizione propria del bambino naturale, con la sua spontanea curiosità ed il suo pensiero magico volto alle infinite possibilità. Quel potere che permette di viaggiare con la fantasia nei multiversi delle esperienze pur rimanendo fermi nel qui ed ora.

Tornando alla magnificenza del 3-6-9…
Qual è quindi la potenza che caratterizza questa serie numerica?

Il 3-6-9 è una chiave di accesso ad un reticolo di programmazione alternativo rispetto a quello noto.
È la chiave necessaria per uscire dalla frequenza del 6-6-6, rompere la matrice, spezzare le catene ed aprirsi verso un nuovo portale.
È il codice “segreto” per uscire dalla caverna di Platone e comprendere che le ombre sono sempre e comunque generate dalla luce! Un passo ulteriore per avvicinarsi ad Essa.

Come girare quindi questa chiave? Come sperimentare la magnificenza del 3-6-9?

Il potere risiede, semplicemente, nell’attivazione dei tre cervelli della macchina umana.
Prima ri-attivandoli pienamente e poi ri-frequenziandoli.
Non a caso l’utilizzo delle My Energy Bars è supportato da protocolli specifici che hanno propriamente il compito di accendere i motori della nostra astronave!

Il 3 è collegato al primo cervello, il cervello enterico. Questo centro di potere è legato all’IO SONO, al nostro senso di identità: la nostra identificazione in questo mondo materiale, in questa terza dimensione.

Il 6 è collegato al secondo cervello, il cervello cardiaco. Questo centro di potere è connesso all’IO SENTO. Quando questo motore è attivato siamo totalmente connessi con le 6 porte di accesso della nostra realtà olografica. Questa connessione ci consente di avere una visione sferica del mondo e di noi stessi. Questo tipo di visione modifica il nostro sentire rispetto all’universo interiore ed esteriore. La nostra quotidiana visione duale, lineare, viene trasformata.
È espansa a spettri di frequenza prima inaccessibili.

Il 9 è collegato al terzo cervello, il cervello encefalico. Questo centro di potere, nella testa, è legato all’IO CREO. Questo nucleo permette di trasformare il pensiero in azione, l’idea in materia. Permette di uscire dalla terza dimensione e di accedere ai multiversi a noi collegati.
Il 9, per sua natura, è la sintesi di tutte le frequenze possibili. È partendo dal 9 che è possibile decodificare la matrice, ovvero analizzare le frequenze che la caratterizzano e, se si dispone del giusto differenziale di potenziale, modificarla.

Immaginate quando ascoltate una radio, quando siete su una determinate stazione e la musica che trasmette non vi soddisfa. Quello che fate, semplicemente, è girare la manopola o schiacciare il tasto e spostarvi su un’altra frequenza, ovvero consapevolmente scegliete di cambiare musica. Pensate che questo non sia possibile anche nella vostra vita?
Se è vero che tutto quello che ci circonda è frequenza (e lo è!) sicuramente, almeno in linea teorica, è possibile. Basta solo comprendere dove si trova il tasto da pigiare.
Se ti dicessi che questo tasto è la ghiandola pineale e che la stessa viene attivata grazie al potenziamento ed all’allineamento dei tre cervelli?

Considerala, per ora, una possibilità e semplicemente sperimenta le mie parole.

Di seguito una meditazione guidata per attivare ed allineare i nostri 3 centri di potere.

Accendi i motori. Meraviglie ti attendono!


Fonti e approfondimenti:

INTUIZIONE E STATI DELL’IO, Eric Berne, 1992

La Materia NON Esiste, TUTTO è Vibrazione – Fisica Quantistica

Cos’è la costante di Planck (e perché in Stranger Things 3 c’è un piccolo errore)

La vita potrebbe basarsi su un elemento diverso dal carbonio?

Spettro visibile

Carbonio, superato il limite dei quattro legami

Triune Project - Articolo Blog

È MAGIA O FISICA?

Arthur C. Clarke, autore di fantascienza e inventore britannico, è noto ai più per il suo romanzo “Odissea nello Spazio” del 1968, sicuramente la narrazione più famosa del genere.

Clarke, con oltre 100 libri e 1000 racconti all’attivo, non era solo uno scrittore ma anche un ideatore. Ha infatti donato all’umanità l’invenzione che ha trasformato il mondo: la rete globale di comunicazioni attraverso satelliti artificiali.

Clarke formulò tre adagi, noti come le tre leggi di Clarke, nati non dalla semplice filosofia ma dall’esperienza:

  1. «Quando un illustre ma anziano scienziato sostiene che qualcosa è possibile, ha quasi certamente ragione. Quando sostiene che qualcosa è impossibile, ha quasi certamente torto.»
  2. «L’unica maniera per scoprire i limiti del possibile è avventurarsi poco al di là di essi nell’impossibile.»
  3. «Qualunque tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia.»

Le neuroscienze, l’epigenetica e le nuove scienze stanno dimostrando l’essenza delle tre leggi di Clarke.
Specificatamente si sta verificando sempre più, in modo scientifico, che quella che un tempo era etichettata come “magia” risponde oggi a leggi fisiche note ed in evoluzione, come quelle dei quanti.
Nell’articolo “Ma, come funzionano?” si è ben disquisito relativamente alla dissonanza cognitiva e come la stessa crei dei filtri e delle resistenze rispetto alla comprensione di nuove idee.
Stiamo vivendo in un periodo storico strepitoso.
Concediamoci la possibilità di esplorare e meravigliarci: del mondo, di noi stessi.
E se la soluzione al nostro malessere psico-fisico risiedesse, semplicemente, in una totale comprensione ed integrazione di corpo, mente e spirito? Se, come l’approccio olistico insegna, uscissimo dalla dualità del conflitto tra discipline per entrare nella trinità dell’essere, quali prodigi scopriremmo?

È infatti interessante notare come medicina e meditazione derivino dalla stessa radice indoeuropea med: riflettere, prendere coscienza, da cui deriva il termine latino mederi. Così come scienza e coscienza nascono dalla stessa radice latina scire (sapere, conoscere). Evidenti prove semantiche dell’unità tra anima e corpo.
È proprio su questa base, nelle antiche culture come nel presente, che si è sviluppata la medicina olistica l’arte e la scienza di curare l’essere umano nella sua unità complessa: l’inscindibile sistema di corpo, mente e coscienza.
Risale a Cartesio quella separazione drastica e tassativa fra emozione e intelletto. Secondo il filosofo e matematico francese è infatti la ragione, e solo quella, che deve studiare le caratteristiche quantitative ed oggettive della realtà. Per secoli questo principio ha caratterizzato la ricerca in tutti gli ambiti: è scientifico solo quello che è misurabile, tangibile e ripetibile!

Il ‘900 è stato però frutto di paradossi che hanno messo fortemente in discussione questo principio. Il “cogito, ergo sum” (penso quindi sono) cartesiano si sta ribaltando in “sum, ergo cogito” (sono quindi penso).
Cambiando così totalmente i paradigmi e permettendo di esplorare l’inesplorato.
Particelle esotiche, quanti, stringhe, multiverso: siamo ad un punto di svolta epocale. La fisica sta nuovamente incontrando la filosofia. Stiamo, di fatto, tornando alle origini della scienza che, non dimentichiamocelo, è nata dai filosofi della Scuola di Mileto.
Scienza, filosofia, neuroscienza, epigenetica, psicologia cognitiva: non esistono compartimenti stagni, tutto è meravigliosamente connesso. Basta semplicemente unire i punti: il futuro è già qui e risiede nel nostro passato.

La questione è ben espressa da Shawn Achor, acclamato docente di Harvard, . “La credenza che non siamo altro che i nostri geni è uno dei miti più perniciosi della cultura moderna: è l’insidiosa idea che le persone vengono al mondo con una seria fissa di capacità e che né loro né i loro cervelli possano cambiare. La responsabilità di questa situazione è in parte da imputare alla comunità scientifica, dal momento che per decenni gli scienziati hanno rifiutato di vedere quale potenziale di cambiamento li stesse guardando direttamente in faccia

Le My Energy Bars sono quindi magia o scienza?
La risposta a questa domanda, probabilmente, non è univoca ma dipende dall’approccio alla conoscenza della realtà. Il sapere scientifico si caratterizza, fin dalle sue origini, come un sapere apparentemente libero, accessibile e, quindi, democratico; il sapere magico, di contro, si delinea come una dottrina per pochi, riservato agli esperti e, quindi elitario, esclusivo. Non per niente si parla di esoterismo il cui significato è “riservato a una stretta cerchia di iniziati; misterioso, incomprensibile.

Personalmente avendo studiato, testato e sviluppato i meccanismi che le caratterizzano posso dire per certo che le My Energy Bars sono Scienza, nella sua accezione più alta.
Non la scienza di oggi, spesso settaria e chiusa nei suoi paradigmi ormai passati, ma la Scienza dell’origine, quella che esplorava il mondo esteriore ed interiore per comprenderne i meccanismi, senza preconcetti e con totale apertura verso l’ignoto e l’inesplorato.
Le My Energy Bars sono caratterizzate da tre tecnologie distinte. La prima, sfruttando principi di fisica classica, genera una micro-corrente, un flusso di elettroni, che passa attraverso il corpo e contribuisce a migliorare lo stato bio-elettrico dell’organismo.

Questo principio di funzionamento è ampiamente disquisito nell’articolo “Ma, come funzionano?“.
Le tecnologie di secondo e terzo livello sono state sviluppate partendo da principi di fisica quantistica e radionica.
Le tecnologie, caratteristiche dei cilindri, sono affiancate da protocolli di utilizzo specifici finalizzati ad amplificarne gli effetti. Rappresentano una sorta di mappa del tesoro finalizzata a scoprire il forziere sapientemente custodito dentro di noi e di cui, purtroppo, abbiamo perso memoria.

Procediamo quindi un passo alla volta verso la tana del Bianconiglio.

Sfruttando il principio dell’entanglement, gli elettroni passanti da un cilindro all’altro, attraverso il corpo fisico, sono stati specificatamente informati e programmati affinché agiscano sulle frequenze psico-emotive e psico-energetiche della persona.

Che cos’è l’entanglement quantistico, questa parola di così difficile pronuncia che, letteralmente, significa “groviglio, intreccio”?
Semplicemente si è riscontrato che particelle generate dallo stesso processo o rimaste in interazione reciproca per un certo periodo di tempo, rimangono in qualche modo legate, nel senso che quello che accade a una di esse si ripercuote immediatamente anche sull’altra, senza la necessità di una interazione, indipendentemente dalla distanza che le separa.

Quindi? Il principio di base è sorprendente e ci dice che, semplicemente, pur considerandoci entità distinte e separate dal tutto in realtà siamo parte di un sistema più vasto costantemente collegato.

Le nostre cellule, i nostri elettroni, mantengono un collegamento costante, invisibile, con quello con cui sono entrati in relazione e continuano ad esserne influenzati.
Ma com’è possibile? Questo sembrerebbe probabile grazie alla presenza di un superfluido, un’energia che nel tempo e nelle culture ha assunto nomi diversi; : prana nella lettura indù/yogica, etere o ather nella lettura fisica e metafisica, energia orgonica dalle ricerche d’avanguardia del dott. Reich, chi dalla medicina cinese antica e moderna e dalle arti marziali in generale.

Ed oggi nella nuova scienza si parla di “zero point energy” (energia del punto zero).

La carica della materia sembrerebbe infatti dovuta all’interscambio con l’etere. L’elettrone, così come anche qualcuna delle altre particelle subatomiche, sono vortici auto-sostenuti in un particolare fluido di etere. L’elettrone, pur essendo una particella stabile, è un vortice ad anello o una struttura toroidale fatta di etere, per questo è in grado di assorbire informazioni e frequenze specifiche, risonando con esse.

Va illustrato che le prove sperimentali di entanglement non si sono limitate solo alla fisica, ma hanno coinvolto anche il mondo biologico con l’esperimento che comprova l’azione non locale attraverso il collegamento tra emozioni e DNA dopo una separazione.
In una ricerca pubblicata sul periodico Advances nel 1993, l’esercito americano riferisce di aver condotto esperimenti per stabilire con precisione il collegamento emozione/DNA dopo una separazione. 1993, quasi trent’anni fa!

I ricercatori hanno preso un tampone contenente cellule e DNA dalla bocca di un volontario, lo hanno messo in un ambiente predisposto e hanno fatto delle misurazioni elettriche sul DNA ottenuto per vedere se rispondeva alle emozioni del donatore che si trovava in un’altra stanza; al volontario venivano mostrati video che provocavano emozioni forti e mentre queste si manifestavano si misuravano le risposte del suo DNA nell’altra stanza. Quando le emozioni del soggetto toccavano picchi emotivi le cellule e il suo DNA, posto lontano, producevano nello stesso momento una forte risposta elettrica. Gli esperimenti portarono agli stessi risultati anche quando le cellule e il soggetto furono separati da una distanza di 560 chilometri. Inoltre, i tempi intercorrenti tra la risposta emotiva del soggetto e le sue cellule furono analizzati per mezzo di un orologio atomico situato in Colorado (con margine di errore di un secondo nell’arco di un milione di anni) e l’intervallo risultò pari a zero. L’effetto era simultaneo! Il DNA reagiva come se fosse ancora unito al corpo del donatore.

Strepitoso!

Bene, tornando a noi, cosa contengono quindi Le My Energy Bars per informare propriamente la corrente elettrica che generano, ovvero gli elettroni?
All’interno dei cilindri sono contenuti dei cristalli che specificatamente agiscono, grazie alle loro caratteristiche, sul benessere psico-fisico della persona e sul campo vibrazionale della stessa.
I cristalli presentano, per loro natura, delle strutture atomiche ordinate e possiedono la capacità di assorbire ed emettere energia. Allorché vengono a contatto con le vibrazioni del nostro corpo hanno la capacità di fornire la vibrazione corretta finalizzata a portare ordine nella persona sui diversi piani: fisico, energetico e vibrazionale.

Precisamente, all’interno dei cilindri sono presenti cristallo di luna e cristallo di rocca che grazie alle loro caratteristiche agiscono sul bilanciamento dei due emisferi, maschile e femminile, e sull’allineamento dei tre cervelli della macchina umana (pancia, cuore e testa) sia su un piano bio-fisico che bio-energetico. My Enery Bars Cristalli

Va precisato che la cristalloterapia non è un’invenzione recente o una moda “new age”: è anzi conosciuta sin dall’antichità con il nome di litomedicina, la pratica di utilizzare pietre a scopi curativi che veniva utilizzata in molteplici culture sia asiatiche che indo-europee.

Oltre ai cristalli, nelle My Energy Bars è presente un circuito radionico che sfrutta il potere del simbolo, ovvero la capacità delle forme multi-dimensionali di manipolare l’energia dello spazio locale.

Ma questa è un’altra tappa del percorso.

Ora, riposa. Rigenerati. Risplendi.


Fonti e approfondimenti:

Lipton B.H., La Biologia delle Credenze, 2005;

Davidson D.A., Shape Power, Il potere della forma, 1997;

Maltz Maxwell, Psico-cibernetica, 1960;

Montecucco N.F., Psicosomatica olistica, 2010;

Di Alvise De Fraja, Scienza e magia, al di là del vero o falso

Thankstem, Entanglement (ultimo libro)

Blog Triune Project - My EnergyBars

My Energy Bars, COME FUNZIONANO?

Le My Energy Bars sono un prodotto innovativo, sconosciuto al mercato.
Lo scetticismo iniziale è quindi comprensibile.
Quando una persona si approccia ad un nuovo concetto, una nuova realtà, una nuova tecnologia è normale che si presentino resistenze sotto forma di dubbi o perplessità.
La nostra lettura del mondo è infatti influenzata dalle credenze e dalle convinzioni personali, culturali e sociali.
Quando si entra in contatto con un nuovo elemento che non rientra nelle logiche conosciute, ma che anzi quelle logiche le mette in discussione, emerge quella che in psicologia viene chiamata dissonanza cognitiva.

Il principio di “dissonanza cognitiva”, introdotto dallo psicologo e sociologo Leon Festinger alla fine degli anni ’50, si manifesta allorché vi è una incoerenza tra i vari aspetti della conoscenza, dei sentimenti e del comportamento del soggetto.
Questa incoerenza crea uno stato interiore di disagio, una dissonanza cognitiva, appunto, che le persone cercano di ridurre il più possibile.
La dissonanza cognitiva richiede al soggetto un elevato impiego di energia mentale al fine di dissipare il senso di malessere, spesso inconscio. Tendenzialmente, le conoscenze note del soggetto e le programmazioni già presenti sono quelle a cui la persona si conforma in quanto ciò richiede un minor consumo di energia mentale.
Minore infatti è l’energia della persona minore è la capacità di aprirsi a nuove idee per elaborarne la credibilità.

Questo è il motivo per cui lo scetticismo iniziale, normale di fronte a qualcosa di nuovo, può generare nelle persone due reazioni diverse: la prima è quella della persona curiosa e con un buon grado di energia che cerca di risolvere il conflitto generato dalla dissonanza cognitiva con la domanda indagatrice “Ma, come funzionano?”, la seconda è quella della persona ancorata profondamente alle sue credenze che risolve banalmente il conflitto con un tombale “Io a queste cose non credo!”.

«Una volpe affamata vide dei grappoli d’uva che pendevano da un pergolato, e tentò di afferrarli. Ma non ci riuscì. “Robaccia acerba!” disse allora tra sé e sé, e, se ne andò. Così, anche fra gli uomini, c’è chi, non riuscendo per incapacità a raggiungere il suo intento, ne dà la colpa alle circostanze»
(Esopo, XXXII; Fedro, IV, 3)

Se sei nel gruppo delle persone curiose ti invito quindi a proseguire nella lettura ed a non prendere, in ogni caso, per oro colato quello che ti verrà detto.
Approfondisci, studia, ricerca ed aumenta la tua energia.
Metti sempre in discussione ogni aspetto della realtà e concediti di farti stupire. Sempre. Semplicemente.

Le My Energy Bars sono il risultato di due mie personalità ben distinte: l’ingegnere e l’alchimista. Per anni sono state tenute in compartimenti stagni ben separate l’una dall’altra.
Non permettevo loro di comunicare ed interagire, con, devo ammetterlo, un dispendio energetico notevole. L’ingegnere si manifestava nel mondo ordinario, dove il giudizio delle persone è sempre pronto. L’alchimista nell’intimo delle mie continue ricerche e dei miei esperimenti. Lontano da occhi che, per dissonanza cognitiva appunto, non sarebbero stati in grado di comprendere come un ingegnere potesse credere in “certe cose”.
Lo stupore è stato nello scoprire che io stessa ero vittima delle meraviglie del nostro cervello che, per non dissipare energie legate a paure e programmazioni inconsce, non permetteva il matrimonio alchemico tra i miei due emisferi.
Ma come si suol dire, al cuore non si comanda!
Quando la mente razionale e quella intuitiva hanno fatto pace, l’amore, verso me stessa, è sbocciato e Triune è stato il primo frutto.
Un viaggio di esperienze, persone, teorie, esperimenti che mi hanno fatto conoscere gli abissi ma, alla fine, mi hanno fatto toccare le stelle. Un viaggio ancora in corso e, sono certa, ne vedrò delle belle.

Questa premessa personale non è una divagazione banale ma è elemento determinante per comprendere questo progetto e nello specifico le My Energy Bars.
Le My Energy Bars sono infatti il frutto di un viaggio che dura da oltre vent’anni.
Veniamo al dunque, i cilindri agiscono principalmente sul campo elettromagnetico della persona andando a potenziarlo ed a sciogliere e le bio-resistenze presenti. I protocolli ad hoc strutturati agiscono specificatamente sui campi elettromagnetici generati dai tre cervelli della macchina umana (pancia, cuore e testa).
È infatti attraverso una specifica pulizia dalle interferenze bio-emozionali e ad una loro rifrequenziazione che la persona torna ad essere, sentire e creare e ciò giova al complessivo benessere psicofisico.
Torniamo alla domanda iniziale: “Ma, come funzionano?”.
Il punto di partenza, comparso nella mia mente una mattina all’alba, è stato molto semplice: se noi siamo un campo elettro-magnetico allora a noi sono applicabili le leggi che caratterizzano questi campi. Se noi siamo un campo elettro-magnetico siamo caratterizzati da un flusso di elettroni che scorre al nostro interno (corrente elettrica) che genera un campo magnetico capace di attrarre. Ma attrarre cosa?
La potenza elettrica all’interno del corpo, la nostra energia, è limitata dalle resistenze bio-emozionali presenti. Resistenze che agiscono sia sul piano energetico che fisico condizionando il nostro benessere sia fisico che mentale.
La questione è ben nota a chi utilizza l’agopuntura ovvero quella medicina alternativa che fa uso dell’inserzione di aghi in specifici punti del corpo umano che vengono stimolati per andare a correggere gli squilibri nel flusso di energia.
Di fatto l’agopuntura attraverso un agente esterno va a sciogliere le bio-resistenze sopra citate.
In fisica la resistenza elettrica non è altro che una grandezza fisica scalare che misura la tendenza di un corpo ad opporsi al passaggio di una corrente elettrica, quando sottoposto ad una tensione elettrica. Cosa vuol dire? Vuol dire che se nel nostro corpo sono presenti delle resistenze fisico-emozionali la corrente, il flusso di elettroni, nel corpo è depotenziato e noi, metaforicamente e non solo, splendiamo di meno.

Le My Energy Bars sono costituite da due cilindri di materiale diverso (acciaio ed alluminio) che presentano una specifica differenza di potenziale. Allorché uniti tramite un elemento conduttore, nel nostro caso il corpo umano, si genera una micro-corrente, un flusso di elettroni, che passa attraverso il corpo e contribuisce a migliorare lo stato bio-elettrico dell’organismo.

Numerosi studi clinici, partiti dagli esperimenti di Galvani del 1792, hanno dimostrato i sorprendenti benefici delle microcorrenti. Oggi ampiamente utilizzate in estetica.
Di fatto le microcorrenti, grazie all’induzione dell’aumento dei livelli di ATP (Adenosine Triphosphate), carburante chimico che permette il funzionamento di tutte le cellule umane, velocizza il metabolismo cellulare, facilita la disintossicazione ed aumenta il tasso di eliminazione dei rifiuti e delle impurità dell’organismo.
In sintesi, grazie all’utilizzo delle My Energy Bars, il corpo si ricarica tornando ad uno stato più giovane. Come se sostituissimo la batteria del nostro vecchio cellulare con una nuova!

Quanto descritto rappresenta la tecnologia di primo livello caratterizzante le My Energy Bars.
Questa sarebbe già sufficiente, da sola, a far comprendere l’utilità del dispositivo.
Le mie ricerche, applicando principi di fisica quantistica, hanno però portato a implementare due ulteriori tecnologie di secondo e terzo livello che, associate a protocolli specifici, permettono il potenziamento del campo elettromagnetico della persona con ulteriori benefici sul piano fisico, energetico e mentale.

Gli elettroni infatti, grazie al principio dell’entanglement, sono stati specificatamente informati e programmati in modo da agire sulle frequenze psico-emotive e psico-energetiche della persona.

Sei pronto per entrare nella tana del Bianconiglio?

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